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Cultura-------->>Raduno
bandistico |
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| Ospitalità per bande partecipanti | Regolamento | |||||
| Cenni storici sul Raduno................. | ||||||
L'ipotesi di organizzare un raduno bandistico
iniziò a farsi strada, nell'ambiente musicale canicattinese, alla
fine degli anni '70 quando, rinnovata e ricostruita nell'organico e notevolmente
cresciuta sotto il profilo artistico, la banda comunale cominciò
a riacquistare fra la popolazione la simpatia e i consensi che l'avevano
accompagnata nel passato. Sull'onda della ritrovata popolarità,
il Consiglio di Amministrazione dell'Istituzione, che nel frattempo si
era organizzata in cooperativa, nella convinzione di poterle fare maggiore
visibilità all'interno e nomea e prestigio all'esterno e nella
consapevolezza della necessità di aprirla al confronto con altre
realtà bandistiche con storie ed esperienze diverse, decise, nell'estate
del 1982, di tentare un'iniziativa musicale nuova dando vita al primo
raduno bandistico che fu articolato in tre momenti: sfilata per le vie
del paese; marce sinfoniche in via XX Settembre; breve concerto serale
sul palco. |
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Il primo, limitato a quattro bande, fu
un raduno modesto, a carattere provinciale e si svolse in un solo giorno
inserito nell'ambito delle manifestazioni dell'estate canicattinese. La
data fu scelta per accogliere festosamente un gruppo di nostri emigrati
in Venezuela che, dopo tanto tempo, ritornavano in paese. |
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La novità delle sfilate, l'aspetto
coreografico, la natura gaia e gioiosa propria delle bande richiamarono
una notevole affluenza di pubblico, anche dei paesi limitrofi, decretando
il successo e la bontà dell'iniziativa che riproposta l'anno successivo
con le stesse modalità e con un risvolto toccante in più
in quanto dedicata al maestro Pietro Pernice scomparso poco tempo prima. |
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A partire dalla terza edizione il raduno
assunse una propria autonomia con suoi manifesti e relativi depliants,
imponendosi come festa laica con una collocazione nella prima quindicina
di settembre, quasi ad aprire i festeggiamenti del patrono San Michele.
Si allargò notevolmente il numero delle bande partecipanti, fino
al record assoluto di venti in occasione del quinto raduno e di conseguenza
fu estesa a quattro giorni la durata della manifestazione. |
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L'indubbio successo organizzativo e promozionale
non fu però accompagnato da un apporto musicale qualitativo: modeste
e sparute furono le novità sia dal punto di vista delle esecuzioni
sia per quanto riguarda il repertorio formato, in prevalenza da brani
tradizionali presentati secondo schemi vecchi e dominati spesso dal tecnicismo
individuale. |
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Nel corso della sesta edizione, con l'apertura
alle bande nazionali, cominciarono a trapelare i primi segnali delle nuove
tendenze musicali (bande di Susa, Moglia, Allumiere) e del rinnovamento,
già in atto, nel mondo bandistico. |
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Fu però, l'anno successivo che
il raduno segnò una svolta decisiva con innovazioni non solo dal
punto di vista organizzativo con l'assunzione diretta della sua gestione
da parte del Comune garantendo così maggiore sicurezza di continuità,
ma soprattutto sotto l'aspetto musicale, sconvolto ed esaltato dalle perfomances
delle bande di Staffolo, Schio e soprattutto di quella di Condove, ospite
in altre edizioni. |
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Il loro repertorio, basato su temi originali
per banda e su famosi brani lirici rivisitati e riproposti in chiave moderna,
galvanizzò il vasto pubblico presente, suscitando l'entusiasmo
e l'approvazione soprattutto di tanti giovani che le vecchie e barbose
sinfonie avevano portato a snobbare la banda. |
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I successivi appuntamenti furono di buon
livello artistico con punte di eccellenza in occasione delle esibizioni
della banda di Samassi (VIII), della "Stella Band Club" di Malta
(VIII), di Tessero (IX), di Potenza (IX), dell'Orchestra "Ensemble"
di Pesaro (IX), della "Filarmonica Sestrese" (X), della banda
"Accademia" di Quarna (X), della "Fanfara della Valle d'Aosta"
(XI) e della banda cittadina "Gazzaniga" di Bergamo (XI). |
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Il dodicesimo, che fu l'ultimo di una
serie di ottimi raduni, viene ricordato per il debutto della locale "Accademia
Euterpe" e soprattutto per la clamorosa ed improvvisa rottura tra
il maestro Cirinnà e la banda cittadina che fu costretta a rinunziare
al concerto conclusivo. |
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Il ritardo e l'esiguità dei contributi,
il limitato impegno e l'interesse dell'ultimo momento nei confronti del
raduno dimostrato dagli amministratori ne hanno provocato un lento declino
mettendone ogni anno in serio pericolo la realizzazione come è
accaduto per la XVII edizione ripescata poi nel periodo natalizio. |
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Questa situazione ha penalizzato lo spessore
artistico del raduno che complessi come il Corpo bandistico di Albiano
(XIV), la Banda della Polizia Penitenziaria di Portici (XV), l'Associazione
"Fiatinsieme" di Torino (XVIII), l'Associazione Musicale di
Sinnai (XVIII), l'Associazione Musicale "Orfeo" di Siracusa
(XVIII), l'Orchestra di fiati "Karl Orff" di Priolo (XVIII),
l'Unione Musicale "Ciociara" (XIX), la Banda "Città
di Ceccano" (XIX), l'Accademia Euterpe e il Corpo Bandistico di Canicattini
Bagni a stento sono riusciti ad attenuare. |
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Anche la ventesima edizione, che doveva
essere quella del rilancio, non è sfuggita a quest'andazzo. La
crisi dell'amministrazione comunale e il solito ritardo nell'attribuzione
dei contributi, quest'anno più copiosi, hanno costretto il comitato
organizzatore, nominato all'ultimo momento, ad agire in condizioni di
emergenza. Non sarà quindi un raduno di rottura, come si sperava,
ma sicuramente segnerà un'inversione di tendenza rispetto a quelli
che lo hanno preceduto negli ultimi anni. |
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Oltre all'evento musicale con un cast
di bande di buon livello, questa edizione sarà ricordata anche
per la presenza di due manifestazioni collaterali di un certo livello
culturale: un interessante convegno a livello
nazionale sul valore e significato delle varie tipologie delle rassegne
bandistiche dal titolo "Il Raduno Bandistico e il suo
valore innovativo nella tradizione bandistica italiana",
con esperti del settore altamente qualificati ed una mostra storica del
raduno attraverso i suoi manifesti. |
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Bartolo Mozzicato |
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