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I° CONCORSO BANDISTICO NAZIONALE
DI CANICATTINI BAGNI
27-28-29 AGOSTO 2004

Ospitalità per bande partecipanti Regolamento
  Cenni storici sul Raduno.................
 
L'ipotesi di organizzare un raduno bandistico iniziò a farsi strada, nell'ambiente musicale canicattinese, alla fine degli anni '70 quando, rinnovata e ricostruita nell'organico e notevolmente cresciuta sotto il profilo artistico, la banda comunale cominciò a riacquistare fra la popolazione la simpatia e i consensi che l'avevano accompagnata nel passato. Sull'onda della ritrovata popolarità, il Consiglio di Amministrazione dell'Istituzione, che nel frattempo si era organizzata in cooperativa, nella convinzione di poterle fare maggiore visibilità all'interno e nomea e prestigio all'esterno e nella consapevolezza della necessità di aprirla al confronto con altre realtà bandistiche con storie ed esperienze diverse, decise, nell'estate del 1982, di tentare un'iniziativa musicale nuova dando vita al primo raduno bandistico che fu articolato in tre momenti: sfilata per le vie del paese; marce sinfoniche in via XX Settembre; breve concerto serale sul palco.
 
Il primo, limitato a quattro bande, fu un raduno modesto, a carattere provinciale e si svolse in un solo giorno inserito nell'ambito delle manifestazioni dell'estate canicattinese. La data fu scelta per accogliere festosamente un gruppo di nostri emigrati in Venezuela che, dopo tanto tempo, ritornavano in paese.
 
La novità delle sfilate, l'aspetto coreografico, la natura gaia e gioiosa propria delle bande richiamarono una notevole affluenza di pubblico, anche dei paesi limitrofi, decretando il successo e la bontà dell'iniziativa che riproposta l'anno successivo con le stesse modalità e con un risvolto toccante in più in quanto dedicata al maestro Pietro Pernice scomparso poco tempo prima.
 
A partire dalla terza edizione il raduno assunse una propria autonomia con suoi manifesti e relativi depliants, imponendosi come festa laica con una collocazione nella prima quindicina di settembre, quasi ad aprire i festeggiamenti del patrono San Michele. Si allargò notevolmente il numero delle bande partecipanti, fino al record assoluto di venti in occasione del quinto raduno e di conseguenza fu estesa a quattro giorni la durata della manifestazione.
 
L'indubbio successo organizzativo e promozionale non fu però accompagnato da un apporto musicale qualitativo: modeste e sparute furono le novità sia dal punto di vista delle esecuzioni sia per quanto riguarda il repertorio formato, in prevalenza da brani tradizionali presentati secondo schemi vecchi e dominati spesso dal tecnicismo individuale.
 
Nel corso della sesta edizione, con l'apertura alle bande nazionali, cominciarono a trapelare i primi segnali delle nuove tendenze musicali (bande di Susa, Moglia, Allumiere) e del rinnovamento, già in atto, nel mondo bandistico.
 
Fu però, l'anno successivo che il raduno segnò una svolta decisiva con innovazioni non solo dal punto di vista organizzativo con l'assunzione diretta della sua gestione da parte del Comune garantendo così maggiore sicurezza di continuità, ma soprattutto sotto l'aspetto musicale, sconvolto ed esaltato dalle perfomances delle bande di Staffolo, Schio e soprattutto di quella di Condove, ospite in altre edizioni.
 
Il loro repertorio, basato su temi originali per banda e su famosi brani lirici rivisitati e riproposti in chiave moderna, galvanizzò il vasto pubblico presente, suscitando l'entusiasmo e l'approvazione soprattutto di tanti giovani che le vecchie e barbose sinfonie avevano portato a snobbare la banda.
 
 
I successivi appuntamenti furono di buon livello artistico con punte di eccellenza in occasione delle esibizioni della banda di Samassi (VIII), della "Stella Band Club" di Malta (VIII), di Tessero (IX), di Potenza (IX), dell'Orchestra "Ensemble" di Pesaro (IX), della "Filarmonica Sestrese" (X), della banda "Accademia" di Quarna (X), della "Fanfara della Valle d'Aosta" (XI) e della banda cittadina "Gazzaniga" di Bergamo (XI).
 
 
Il dodicesimo, che fu l'ultimo di una serie di ottimi raduni, viene ricordato per il debutto della locale "Accademia Euterpe" e soprattutto per la clamorosa ed improvvisa rottura tra il maestro Cirinnà e la banda cittadina che fu costretta a rinunziare al concerto conclusivo.
 
Il ritardo e l'esiguità dei contributi, il limitato impegno e l'interesse dell'ultimo momento nei confronti del raduno dimostrato dagli amministratori ne hanno provocato un lento declino mettendone ogni anno in serio pericolo la realizzazione come è accaduto per la XVII edizione ripescata poi nel periodo natalizio.
 
Questa situazione ha penalizzato lo spessore artistico del raduno che complessi come il Corpo bandistico di Albiano (XIV), la Banda della Polizia Penitenziaria di Portici (XV), l'Associazione "Fiatinsieme" di Torino (XVIII), l'Associazione Musicale di Sinnai (XVIII), l'Associazione Musicale "Orfeo" di Siracusa (XVIII), l'Orchestra di fiati "Karl Orff" di Priolo (XVIII), l'Unione Musicale "Ciociara" (XIX), la Banda "Città di Ceccano" (XIX), l'Accademia Euterpe e il Corpo Bandistico di Canicattini Bagni a stento sono riusciti ad attenuare.
 
Anche la ventesima edizione, che doveva essere quella del rilancio, non è sfuggita a quest'andazzo. La crisi dell'amministrazione comunale e il solito ritardo nell'attribuzione dei contributi, quest'anno più copiosi, hanno costretto il comitato organizzatore, nominato all'ultimo momento, ad agire in condizioni di emergenza. Non sarà quindi un raduno di rottura, come si sperava, ma sicuramente segnerà un'inversione di tendenza rispetto a quelli che lo hanno preceduto negli ultimi anni.
 
Oltre all'evento musicale con un cast di bande di buon livello, questa edizione sarà ricordata anche per la presenza di due manifestazioni collaterali di un certo livello culturale: un interessante convegno a livello nazionale sul valore e significato delle varie tipologie delle rassegne bandistiche dal titolo "Il Raduno Bandistico e il suo valore innovativo nella tradizione bandistica italiana", con esperti del settore altamente qualificati ed una mostra storica del raduno attraverso i suoi manifesti.
 
Bartolo Mozzicato
 
 
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