Canicattini Bagni ha ricordato il centenario della nascita del Giudice canicattinese Salvatore Cianci, 1926-2010, con la posa di una targa ed un incontro sulla sua attività giuridica e narrativa

Fu Consigliere della Corte Suprema di Cassazione, Procuratore Generale della Corte di Appello di Catanzaro e Direttore Generale del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.
Data:

26/07/2026

Tempo di lettura:

3 min

© Comune di Canicattini Bagni - Creative Commons CC0 1.0 Universal - Public Domain Dedication (CC0 1.0)

Descrizione

La città di Canicattini Bagni, su decisione dell’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Paolo Amenta, nel pomeriggio di sabato 25 luglio 2026 ha ricordato e reso omaggio con la posa di una targa sulla facciata di Palazzo Cianci in via XX Settembre, oggi sede del Centro Diurno Anziani e dell’Avis, ad uno dei suoi figli più illustri, il Giudice Salvatore Cianci, nel centenario della nascita, 1926-2010, già Consigliere della Suprema Corte di Cassazione, Procuratore della Corte di Appello di Catanzaro e  Direttore Generale del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.

Due i momenti che hanno caratterizzato l’importante evento alla presenza dei familiari, dei figli Santi e Alfonso Cianci, del Sindaco Paolo Amenta, del Vice Sindaco Marilena Miceli, dell’Assessore alla Cultura Domenico Mignosa, della Dirigente del Settore Cultura e Direttrice della Biblioteca comunale “G. Agnello”, Paola Cappè, e dei tanti ospiti e presenti che hanno conosciuto e stretto rapporti di amicizia con l’alto magistrato, tra questi il senatore Roberto Centaro, già magistrato, e l’ex Vice Presidente della Regione Siciliana ed ex Sindaco di Siracusa on. Titti Bufardeci.

Targa centenario giudice Salvatore Cianci

Il primo momento si è svolto alla Villa comunale “Luca Scatà” con un incontro moderato dal giornalista Gaetano Guzzardo, nel corso del quale il Sindaco Paolo Amenta, nel salutare e ringraziare a nome dell’Amministrazione e della città i familiari del Giudice Cianci e i presenti, si è soffermato sulla straordinaria memoria e descrizione che l’alto magistrato fa della Canicattini Bagni dell’epoca attraverso il suo libro di novelle “La Rivalsa”.

«Un rapporto forte con Canicattini Bagni, in tutti i suoi aspetti, da quello culturale a quello identitario, alla base degli scritti del Giudice Salvatore Cianci, segno di un rapporto mai rescisso con la sua comunità che ha sempre sentito parte della sua vita – ha detto il Sindaco Paolo Amenta -.  E di questo gli siamo vivamente grati, nonostante da anni avesse lasciato Canicattini Bagni per ricoprire i prestigiosi incarichi della sua lunga carriera di magistrato. Un uomo di grande cultura e altrettanta umanità che ha sempre voluto, con determinazione, mantenere vive le sue radici qui, sugli Iblei».

Ricordo del giudice Salvatore Cianci

A ripercorrere la prestigiosa figura di giurista e di narratore del Giudice Salvatore Cianci è stato quindi l’Assessore alla Cultura Domenico Mignosa, anche nella sua veste di avvocato, con una attenta analisi dei sui scritti sui temi del Diritto, tra questi “Il Giudice oltre la sentenza” con la prefazione del senatore Roberto Centaro, e “La fine di un lungo viaggio” con la prefazione dell’on. Titti Bufardeci, nei quali tratta temi giuridici impegnativi e ancora oggi di grandissima attualità, con una prosa ferma e asciutta, ma anche di scrittore di novelle con “La Rivalsa”, nel quale raccolta con passione e profondo amore la sua terra, Canicattini Bagni, al quale, come detto, era fortemente legato.

«Un uomo di legge abituato alla rigidità del linguaggio giuridico, capace di occuparsi di vita vissuta attraverso racconti che provocano una sorridente malinconia ed emozione con il ricordo di uomini e luoghi della sua mai dimenticata Canicattini Bagni – ha sottolineato l’Assessore Domenico Mignosa -. Un giurista preparato, quello che traspare dai suoi scritti, dove la chiarezza di pensiero, la scorrevolezza della scrittura, ma soprattutto la modernità di trattazione di temi che vedono l’interesse anche oggi, dal diritto di sciopero dei magistrati alla realtà carceraria, ai diritti dell’uomo, e ancora, la custodia preventiva e il vandalismo dei giovani, così come l’indipendenza dei giudici e la politicizzazione dei giudici fortemente stigmatizzata, ne fanno un uomo di legge di grande attualità. I suoi scritti, infatti, restituiscono la figura di un magistrato capace, lucido, ottimo interprete della realtà che lo circondava. Con la stessa lucidità racconta altresì il proprio vissuto, con il necessario distacco, riuscendo a coniugare la terzietà del ruolo alla propria sensibilità umana. E nel raccontare la sua terra, nonostante la lunga lontananza per ricoprire i suoi prestigiosi incarichi in altre città, Salvatore Cianci, come si evidenzia magistralmente nelle sue novelle, non aveva dimenticato nulla del suo passato, ma lo aveva custodito come un dono prezioso, portandolo con sé per tutta la vita».

A ritagliare la profonda umanità della figura del Giudice Salvatore Cianci anche gli interventi della nuora Emilia Cianci Villani, dell’On. Titti Bufardeci e del Senatore Roberto Centaro.

A ringraziare l’Amministrazione comunale per l’evento dedicato al padre e quanti hanno voluto esserci arricchendolo con la loro presenza, è stato infine il figlio dell’alto magistrato canicattinese, Santi Cianci, che a nome della famiglia ha fatto dono al Comune dei libri del padre.

Il Giudice Salvatore Cianci (nella foto con l'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro) , nacque a Canicattini Bagni il 5 maggio del 1926 e si laureò in giurisprudenza a Catania nel 1947. Dopo alcuni anni di esercizio della professione forense, nel 1952 entrò in magistratura dove percorse una prestigiosa carriera.

Fu Consigliere della Corte Suprema di Cassazione, Procuratore Generale della Corte di Appello di Catanzaro e Direttore Generale del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.

Partecipò con relazioni e seminari nazionali e internazionali di Studi giuridici in Italia, Spagna, Russia, Brasile, ecc.

Attento a cogliere i segni dei tempi, già nel 1970, affrontò il tema del diritto di sciopero dei magistrati, ne intuì l’importanza e apprezzò l’orientamento costituzionale. Si soffermò sui problemi del CSM, su quelli della Cassazione e sul ruolo del giudice.

Per la sua intensa attività pubblicistica, nel 1988, gli fu assegnato il Premio giuridico-giornalistico ‘‘La penna del giudice’’.

È stato inoltre redattore e collaboratore di riviste giuridiche come ‘‘La Giustizia Penale’’, ‘‘Il Foro Italiano”, ‘‘Giustizia Civile’’, ‘‘Il Nuovo Diritto’’, nonché autore di narrativa raccontando la sua terra.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 26/07/2026 13:52

Sito web e servizi digitali OpenCity Italia distributed by SIT srl · Accesso redattori sito