Descrizione
«Abbiamo il dovere di trasmettere alle giovani generazioni la memoria della strage di Capaci, e i sentimenti di riscatto che da essa scaturiscono, affinché ne facciano tesoro per la costruzione di una società giusta, libera e democratica».
Queste le parole e il messaggio del Sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, Presidente di ANCI Sicilia, sabato pomeriggio 23 maggio 2026, nel deporre la corona d’alloro della città sulla stele di Piazza Borsellino che ricorda i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e tutte le vittime delle mafie, in occasione della Giornata della Legalità e del 34° anniversario della strage di Capaci, lungo l’autostrada A29 che collega Palermo a Mazara del Vallo, in cui persero la vita con Falcone anche la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifano, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
Come sempre cerimonia sobria, intensa nel ricordo, e partecipata, alla quale assieme al Sindaco Paolo Amenta, hanno preso parte gli Assessori, i Consiglieri comunali, il Comandante della Polizia Municipale, Giuseppe Casella, il Comandante della Stazione Carabinieri M.llo Corrado Salemi, i rappresentanti dei gruppi di Protezione Civile, dello Scoutismo, del Corpo Bandistico Città di Canicattini, delle realtà associative, delle Scuole della città e tanti cittadini.
Insieme, come comunità, nel silenzio rotto con commozione e riflessione dalle note del silenzio d’ordinanza suonato dalla tromba del giovanissimo Andrea Dimauro del Corpo Bandistico cittadino, per non dimenticare il sacrificio delle tante vittime delle mafie e per riaffermare i valori della legalità, rinnovando l’impegno civile della lotta alla mafia.
«Una giornata che ha segnato profondamente il nostro Paese, ed in particolare la nostra Regione, quella del 23 maggio 1992, in cui la mafia uccide con un attentato a Capaci il giudice antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifano, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, e di li a poco anche il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta – ha aggiunto il Sindaco Paolo Amenta -. Una giornata che ci induce non solo al ricordo ma anche alla riflessione e al racconto ai nostri figli che quella della violenza, dell’arroganza e della forza usata come arma per piegare il prossimo, non è la società che vogliamo. I Comuni siamo la prima linea nel rappresentare lo Stato nei territori e per questo siamo chiamati a dare l’esempio e risposte in termini di sicurezza. In particolare oggi, con la ripresa della violenza in molte città, dove le armi sono tornate a sparare alla luce del giorno e in luoghi pubblici. Gli indicatori ci dicono che cresce la dispersione scolastica, i giovani sono senza lavoro e in tanti lasciano la propria terra, mentre si assottigliano sempre più i valori sani. In questo scenario, purtroppo, le attuali norme non ci aiutano a migliorare la sicurezza, per cui bisogna chiedere al Governo norme più certe e risorse per le forze dell’ordine, nostro baluardo per la sicurezza».
La memoria, allora, non deve diventare solo una semplice festa, un esercizio di stile, come ha ricordato il Sindaco Amenta, piuttosto la presa d’atto del sacrificio di tanti per garantire quei valori democratici che devono guidarci nel nostro percorso di vita e di cittadini leali e giusti.