Descrizione
“Nella vita bisogna diventare migliori, non i migliori!”.
Questo l’antidoto contro il Bullismo e il Cyberbullismo per Don Fortunato Di Noto, il sacerdote avolese fondatore di Meter, l’Associazione che combatte la pedofilia e la pedopornografia online, a sostegno dei bambini, ospite, venerdì 6 febbraio 2026 dell’Istituto Comprensivo “G. Verga” di Canicattini Bagni e dell’Amministrazione comunale canicattinese, per celebrare la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo (che si celebra sabato 7 febbraio in Italia), e rinnovare l’impegno delle Istituzioni ad arginare questo drammatico fenomeno che cresce soprattutto nelle aule scolastiche.
L’incontro, moderato dall’insegnante Immacolata Santamaria, con l’intermezzo musicale del docente di musica Paolo Zocco, ha visto nell’aula consiliare di via Principessa Iolanda, le classi 2° e 3° della Scuola Secondaria di primo grado (Scuola Media) del “G. Verga” con i loro insegnati, la Dirigente scolastica Clorinda Coppa, il Sindaco Paolo Amenta, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Marilena Miceli, la Dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale, Luisa Giliberto, la Dirigente del locale Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”, Rita Spada, il Comandante della Stazione dei Carabinieri, M.C. Corrado Salemi, il Comandante della Polizia Municipale, Giuseppe Casella, la responsabile di Honos, percorsi di Cittadinanza attiva, Laura Liistro, Don Marco Ramondetta Parroco della Chiesa Madre, e il Sindaco dei ragazzi Viviana Borneo.
Una platea di giovani studenti attenti ha così seguito con interesse gli interventi focalizzati su un fenomeno di grande attualità tra il mondo giovanile, in particolare scolastico, ancora poco preparato e aperto al rispetto per gli altri e ad accogliere quella che viene considerata “diversità”, facendola diventare vittima prediletta del branco e dei singoli, con risvolti dolorosi e traumatici.
«Un problema sociale in una società che sembra impazzita – ha detto il Sindaco Paolo Amenta -. Una realtà sempre più annebbiata dai moderni strumenti delle rete, i social, che, privi di controllo e tutele, amplificano un fenomeno come il Bullismo e il Cyberbullismo, che bisogna arginare insieme, Istituzioni, Scuola, Famiglie e Società».
Tutela ma anche aiuto e sostegno per un rinnovamento culturale che educhi le nuove generazioni al rispetto per gli altri e a sapere confrontarsi e accogliere le diversità, questo il compito della Scuola, in quanto Agenzia dell’Educazione e della Formazione, hanno ribadito le Dirigenti scolastiche, Clorinda Coppa e Rita Spada.
In questo percorso diventano fondamentali le azioni di cittadinanza attiva e di legalità, con il supporto delle Forze dell’Ordine, ha sottolineato Laura Liistro che è anche responsabile del Presidio di Legalità “Salvatore Amenta” di Canicattini Bagni condiviso con l’Amministrazione comunale.
Un non rispetto che spesso si traduce in violenza a scuola, come riportano da qualche anno le cronache, che non necessità di “provvedimenti speciali” ma sociali e culturali, ha ricordato Luisa Giliberto.
Una violenza anche “digitale” ha illustrato Don Fortunato Di Noto, molto legato alla città di Canicattini Bagni che, come lo stesso ha ricordato, ha sempre risposto con impegno e interesse alle battaglie di Meter.
Una lectio magistralis appassionata la sua, che i ragazzi hanno ascoltato con grande entusiasmo, interesse e partecipazione, alla luce di quel principio fondamentale che sta alla base dell’essere umani.
«Diventare umani significa capire che bisogna camminare insieme, nel rispetto di se stessi e degli altri – ha ricordato loro Don Fortunato Di Noto -. Questa la strada maestra per non cadere nella trappola dell’egoismo, della discriminazione e quindi di fenomeni come il Bullismo, e attraverso la rete Internet, sempre più priva di controllo, del Cyberbullismo e di drammi come la pedofilia e la pedopornografia online».
Da qui le esortazioni ai ragazzi a fare un uso corretto dei social e della rete, diffidando da coloro che chiedono, anche attraverso falsi sentimenti, foto, dati e informazioni personali che poi si trasformano in strumenti per i predatori, per le persone senza scrupoli.
«Chiedete sempre aiuto, parlatene con i genitori, con gli insegnanti, in Parrocchia, con le Forze dell’Ordine, ma non restate soli e isolati – ha aggiunto Don Di Noto -. Ricordate che ognuno di noi nella vita ha bisogno di qualcuno che ci accompagni, ci sostenga, un Cireneo, come nella Via Crucis di Gesù. È sempre più necessario che la tecnologia e la rete, strumenti che vanno custoditi, controllati e protetti, tornino a connetterci con il mondo. E questo mondo appartiene all’umanità, per cui dobbiamo evitare che, al contrario, l’umanità appartenga a quel mondo che ci rende egoisti, egocentrici, violenti e disumani. A tutto questo oggi si aggiunge l’IA, l’Intelligenza Artificiale, che da un lato sembra ammiccante, ma che di fatto, essendo realizzata dall’uomo e raccogliendo in rete tutto ciò che l’uomo vi ha inserito, cose buone e cose meno buone, bisogna sempre controllarla con molta attenzione e diffidenza».
A chiudere l’incontro sono state le domande dei ragazzi a Don Fortunato Di Noto e la consegna allo stesso di una targa a ricordo dell’evento.