Canicattini Bagni ha dato giovedì 9 aprile 2026 il benvenuto ai tre ragazzi etiopi arrivati in città per ricongiungersi dopo 5 anni con la madre immigrata nel 2021, per loro una nuova ripartenza di vita

“Tegenagnè”, una parola che in un dialetto etiope significa “Di nuovo insieme”, ed insieme rinasce questa famiglia.
Data:

10/04/2026

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© Comune di Canicattini Bagni - Creative Commons CC0 1.0 Universal - Public Domain Dedication (CC0 1.0)

Descrizione

«Il ricongiungimento familiare di Emebet, ospite a Canicattini Bagni del nostro centro di accoglienza SAI Obioma, con i suoi tre figli rimasti cinque anni addietro in Etiopia, oltre a dare vita ad una nuova ripartenza insieme per questa giovane famiglia, per quanto ci riguarda apre ad una nuova stagione di umanità che ci vede impegnati nel costruire quella società multietnica e multiculturale del futuro che oggi trova ancora difficoltà a prendere corpo a causa delle tensioni internazionali e dei fronti di guerra che irresponsabilmente vengono ogni giorno aperti nel mondo ed in particolare al di là di quel Mediterraneo divenuto un tragico ponte di speranza per molti, donne, uomini e bambini».

Così il Sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, Presidente regionale di Anci Sicilia, giovedì pomeriggio 9 aprile 2026, nell’aula consiliare del suo Comune per il benvenuto ufficiale della sua città ai figli di Emebet, la giovane mamma immigrata arrivata in Italia nel 2021 insieme Ermilack, il suo bambino di 2 anni, dopo un lungo e travagliato viaggio iniziato in Etiopia, lasciandosi alle spalle gli altri tre figli, due maschi Johnny e Micki oggi rispettivamente di 19 e 15 anni, e una ragazza Betty oggi di 16enne.

Emebet, in conseguenza della sua condizione di vulnerabilità e fragilità dovuta al traumatico percorso di migrazione, dal 25 gennaio 2023 è ospite con il suo bambino del progetto di accoglienza SAI Obioma DM/DS, la struttura del Comune di Canicattini Bagni gestita dall’impresa sociale Passwork, che 12 anni addietro di fronte all’emergenza umanitaria dell’immigrazione, l’Amministrazione comunale, guidata proprio dal Sindaco Paolo Amenta aveva chiesto di aprire, nell’ambito dei progetti SPRAR, per accogliere i tanti che, come oggi, fuggivano dalla miseria, dalle guerre, dalle persecuzioni, per un nuovo percorso di vita.

L'intervento del Sindaco Paolo Amenta

A dare il benvenuto a Johnny, Micki e Betty, arrivati lo scorso lunedì 7 aprile all’aeroporto di Catania e subito dopo a Canicattini Bagni per riabbracciare dopo cinque lunghi anni la madre e il fratellino, con il Sindaco Paolo Amenta c’erano il Vice Sindaco Marilena Miceli, la Presidente del Consiglio comunale, Loretta Barbagallo, il Presidente di Passwork Sebino Scaglione con gli operatori, Francesco Dato, Coordinatore del progetto SAI Obioma, Dirigenti comunali, le altre ospiti della struttura comunale di accoglienza e i cittadini.

Dopo i saluti della Presidente Barbagallo, è stato il Presidente di Passwork Scaglione a ripercorrere i  12 anni di accoglienza, inclusione e integrazione nel tessuto sociale cittadino e del territorio di tante donne e uomini, così come di giovani minori non accompagnati ospiti delle altre strutture della città, grazie all’azione sinergica con l’Amministrazione comunale e ai progetti di scolarizzazione, formazione e inserimento nel mondo lavorativo, diventati modello di “buone prassi” a livello nazionale, come attestato dallo stesso Ministero dell’Interno e dal Servizio Centrale SAI, Sistema Accoglienza Integrazione.

A raccontare il lungo e complesso iter per il ricongiungimento di Emebet con i suoi tre figli rimasti soli in Etiopia, dalla stessa sin da subito cercato e voluto dal momento del suo arrivo a Canicattini Bagni, durato tre anni e iniziato con l’avvio da parte del legale del progetto di accoglienza canicattinese delle previste procedure, è stato Francesco Dato, Coordinatore del progetto SAI Obioma.

Tre lunghi anni che non hanno mai piegato Emebet e la sua famiglia, nonostante le travagliate vicissitudini vissute, né tantomeno chiuso le porte alla speranza, diventata realtà come ha raccontato in inglese il figlio diciannovenne Johnny, ringraziando i presenti, il Sindaco Amenta, l’Amministrazione, Passwork e quanti si sono adoperati per il raggiungimento di questo obiettivo che da valore al senso di accoglienza, inclusione e integrazione voluto e avviato in questi anni a Canicattini Bagni.

L'intervento di Johnny

«Dodici anni addietro di fronte all’emergenza umanitaria che avevamo di fronte non abbiamo girato la testa dalla parte opposta – ha concluso il Sindaco Paolo Amenta -, ma abbiamo scelto di accogliere e ridare speranza per una nuova ripartenza di vita ai tanti che arrivavano e continuano ad arrivare sulle nostre coste, senza dimenticare quanti, purtroppo, non ce l’hanno fatta e i loro sogni sono custoditi nel Mediterraneo. La nostra gente ha capito ed integrato, dando vita a tanti momenti solidali».

Momenti solidali come quelli di una giovane coppia di sposi floridiani, Marco e Alessandra, che il giorno delle loro nozze, attraverso la scelta delle bomboniere solidali, hanno deciso di fare dono a Emebet e ai suoi figli per i primi bisogni, di una piccola ma simbolica somma di 500 euro che il Sindaco Amenta ha consegnato alla giovane mamma.

Tegenagnè”, una parola che in un dialetto etiope significa “Di nuovo insieme”, ed insieme rinasce questa famiglia.

Emebet in questi anni a Canicattini Bagni, in vista di questo obiettivo, ha lavorato ed ha frequentato con costanza e determinazione il locale CPIA “A. Manzi”, conseguendo la licenza di scuola media nell’anno scolastico 2024/2025, e il suo bambino lo scorso settembre è stato iscritto alla scuola primaria di primo grado presso il plesso “Mazzini” dell’Istituto Comprensivo “G. Verga” della città.

Adesso per i suoi tre figli che l’hanno raggiunta dall’Etiopia si apre una nuova pagina, per cui, sostenuti dagli operatori di Passwork e dall’Amministrazione comunale, saranno chiamati a seguire le lezioni del corso di italiano per l’avvio di tutte le procedure amministrative utili alla permanenza in Italia e per un lavoro per il maggiore di essi.

Mentre la loro mamma inizierà un tirocinio formativo a Siracusa presso il ristorante “Latteria Mamma Iabica” come aiutante cuoca, con la possibilità che diventi un contratto di lavoro che le permetterà quell’autonomia economica per vivere una nuova vita con la sua ritrovata famiglia.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 10/04/2026 13:29

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