Descrizione
La Canicattini Bagni delle tradizioni e delle contaminazioni musicali che ne attraversano l’identità, ha ancora una volta testimoniato e rilanciato con successo al grande pubblico e all’intero territorio provinciale e regionale, venerdì 14 e sabato 15 agosto 2026, giorno di Ferragosto, la sua anima di spazio culturale e di terra accogliente e inclusiva.
Questo il messaggio della 4° edizione del Festival del Rifugiato, promosso dall’Amministrazione comunale del Sindaco Paolo Amenta, con la collaborazione del Servizio Centrale del SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) del Ministero dell’Interno, della Regione Siciliana, delle realtà associative, commerciali e imprenditoriali cittadine e delle imprese sociali Passwork e La Pineta, che da 12 anni gestiscono i Centri comunali di accoglienza di giovani minori non accompagnati e donne vittime di tratta che arrivano dal sud del mondo per una nuova opportunità di vita.
Dodici anni di accoglienza e inclusione diventati “buone prassi” a livello nazionale, che Canicattini Bagni ha raccontato attraverso il linguaggio universale della musica, come sa fare da 156 anni, data di nascita della sua Banda Musicale, con i ritmi del sud, dalla “pizzica” di Consuelo Alfieri, venerdì 14 agosto, alla “sicilitudine” di Lello Analfino & T Orkestar, sabato 15 agosto, per il Ferragosto.
Due momenti culturali che hanno riscontrato, ancora una volta, i consensi e, soprattutto, la partecipazione del grande pubblico, con migliaia di presenze arrivate da tutta la provincia e dall’Isola, trasformando Piazza XX Settembre e il centro storico riqualificato della città, in uno straordinario palcoscenico a cielo aperto, arricchito dal calore dell’accoglienza dei canicattinesi con sagre di prodotti tipici del territorio, mercatini e tanto divertimento.
«Abbiamo ancora una volta raccontato attraverso la musica e la festa, dodici anni di accoglienza, di inclusione e di integrazione nel tessuto sociale della città e del territorio di centinaia di giovani minori non accompagnati e donne vittime di tratta – ha detto il Sindaco Paolo Amenta -. Grazie alla collaborazione con il Servizio Centrale SAI del Ministero dell’Interno, della Regione Siciliana e delle nostre realtà associative e imprenditoriali, abbiamo rilanciato la nostra visione di una futura società multietnica e multiculturale e, soprattutto, le motivazioni per cui 12 anni addietro, di fronte al dramma dell’immigrazione, della fuga di tanti dalla loro terra per sfuggire a guerre, fame e persecuzioni, non ci siamo girati dall’altra parte e abbiamo deciso di accogliere, offrendo loro una nuova opportunità di vita, formandoli e inserendoli nel mondo del lavoro. Certo immigrazione e nel contempo emigrazione dei nostri giovani, sono le contraddizioni di una terra come la Sicilia, diventata in migliaia di anni crocevia di culture diverse».
Culture che arrivano dal sud del Paese quelle che sono andate in scena al Festival del Rifugiato di Canicattini Bagni, conquistando e facendo vibrare la piazza.
Dai suoni, le danze e i canti delle donne e delle braccianti salentine durante i lavori nei campi e la raccolta delle olive, riportate dall’energia e dall’entusiasmo di una giovanissima Consuelo Alfieri, ai ritmi e alla “sicilitudine” raccontata con ironia da un intramontabile Lello Analfino e dalla T Orkestar, senza mancare, come suo solito, di toccare e denunciare i grandi problemi atavici di questa terra, dalla viabilità ai rifiuti, dalla fuga dei giovani alla lotta alla mafia, così come il dramma delle guerre, del popolo palestinese e dei bambini di Gaza.
«La Sicilia accoglie da sempre – sottolinea Lello Analfino – qui è innata la parola ospitalità. In Sicilia trovi tutto quello che c’è di bello, anche nel modo di fare arte e cultura, ed io spero, e penso, di rappresentare questo tipo di Sicilia».
Una grande festa, il Festival del Rifugiato di Canicattini Bagni, per omaggiare, come hanno rilevato Sebastiano Scaglione, presidente di Passwork, e Mario Mineo, presidente de La Pineta, la grande sensibilità e la condivisione del progetto di accoglienza e integrazione nel proprio tessuto sociale di tutta la comunità canicattinese e delle tante imprese del territorio che hanno permesso di dare autonomia ai tanti immigrati accolti, come Oumerou Yacoubou diventato parrucchiere, e Def Mamate Hassane impegnato a diventare cuoco, facendo risaltare nel contempo l’importante lavoro sinergico svolto in questi anni con l’Amministrazione comunale, il Ministero dell’Interno, gli operatori e tutta la città.
E la Musica, anima e cuore di Canicattini Bagni, non spegne le luci, così come il racconto delle sue tradizioni culturali e popolari, come ricorda l’Assessore allo Spettacolo e al Turismo, Sebastiano Gazzara, sono ancora tanti, infatti, gli appuntamenti e gli eventi inseriti nel ricco cartellone del XXIII Festival del Mediterraneo che da luglio a settembre anima l’estate canicattinese.
Ad iniziare dal 21 al 23 agosto 2026 con le sfilate e i concerti sul palco del 43° Raduno Bandistico “M° Nino Cirinnà”, a seguire dal 28 al 30 agosto il 32° Festival Internazionale del Jazz, e dal 4 settembre l’apertura del 39° Palio di San Michele con Dance Tarantella Nostalgia ‘90, la passeggiata a coppie su asini, il corteo storico, il Museo sotto le Stelle, Sagre gastronomiche, e il 28 settembre, vigilia della Festa di San Michele, Patrono di Canicattini Bagni, il concerto di Gaetano Curreri e degli Stadio.